Lettere Agosto 2003
Informazioni
Consigli
Delucidazioni
Igniscolor
Problemi alle zampe

Subject: Informazioni

Ciao Francesco,
dopo tutte le volte che ti ho rotto le scatole via e-mail non me la prenderò se questa volta mi manderai a "quel paese"!!!!
Sperando nella tua infinita gentilezza, vorrei chiederti l'ennesimo consiglio:
da più tempo leggo nel forum di verdi e ardesia e nelle lettere a cui rispondi sulla rivista Uccelli, dei riferimenti dei lettori ad un trattamento che tu effettui e consigli di fare sui pullus per scongiurare patologie intestinali e assicurare la sopravvivenza a quest'ultimi.
Non ho capito bene se si tratta di immettere direttamente nel becco dei nidiacei una goccia di una soluzione o trattare con questa il pastone d'allevamento.
Ho deciso di chiederti questo ennesimo consiglio perchè come tu ti sarai reso conto le condizioni climatiche del nostro bel paese stanno cambiando, infatti le nostre estati stanno diventando torride e i riproduttori ne risentono.
Proprio per questo già da l'anno prossimo ho deciso di effettuare solo due covate tra Marzo e Giugno e vorrei ottenere il massimo possibile, e naturalmente il tuo "trattamento" mi sarebbe molto utile.
Augurandoti una felice estate(anche se è quasi finita) ti saluto. (Lettera firmata)

R

Ciao Gerardo,

non mi disturbi affatto - anzi - contribuisci con i tuoi interessanti quesiti, alla rubrica che curo per il periodico "Uccelli" e pertanto, sono io a ringraziare te. Mi dai spunto inoltre per scrivere, in modo più chiaro ed esteso, circa quel trattamento, da me appena accennato nella risposta fornita ad un lettore di Teramo, che mi scriveva su "Uccelli" del mese di luglio-agosto.

Ho ricevuto - com'era prevedibile - diverse telefonate di allevatori ansiosi di conoscere quel mio metodo di allevamento ed è giusto quindi che chiarisca, una volta per tutte di che si tratta, anche perchè, non vorrei creare illusioni, inutili attese e facili aspettative. Non ho infatti trovato la panacea per tutti i mali che affliggono i nostri allevamenti e, neppure naturalmente un miracoloso elisir per produrre canarini a profusione, con la massima facilità ed il minimo impegno da parte dell'allevatore. Ho diversi anni di esperienza di allevamento sulle spalle ed in questo lasso di tempo, mi sono fermamente convinto che una notevole percentuale di mortalità neonatale dei pullus, è procurata dal batterio Gram+: agente della Proventricolite e/o, da micosi profonde a carico dell'apparato digerente che noi stessi allevatori, inconsapevolmente favoriamo, ritengo principalmente con i mille intrugli alimentari, con i quali siamo soliti integrare ed inumidire i pastoncini di allevamento (semi germinati e/o bolliti, uova sode, sfarinati proteici di varia e spesso dubbia natura, frutta, ecc.) o con le cosiddette terapie pre-cova, a base di farmaci chemioantibiotici.

Ho allora deciso di provare a praticare una profilassi diretta sui pullus, dalla nascita sino all'età dell'inanellamento, utilizzando un particolare antibiotico, attivo sia sulle micosi profonde (principalmente la Candida) che sul megabatterio della proventricolite : l'Amfotericina B; principio attivo facilmente reperibile in farmacia, sotto la denominazione commerciale di "Fungilin" - sciroppo per uso umano. Detto
antibiotico, offre il vantaggio di non venire assorbito, allorchè somministrato per via orale, e di espletare l'azione terapeutica fungicida-megabattericida, limitatamente alle mucose del tratto digerente.

Ho associato la somministrazione della specialità farmaceutica in parola, con un noto preparato commerciale per l'imbecco dei pullus (che per correttezza non cito, ma che potrò suggerire a chi vorrà scrivermi in privato ) contenente lieviti e probiotici ad effetto immunomodulante e regolatore della flora batterica intestinale. Le prime esperienze, nel mio allevamento, si rivelarono subito assai incoraggianti. In sostanza non registravo più mortalità neonatale - ad eccezione di quella veramente minima, procurata da piccoli incidenti tipo: caduta accidentale dal nido, malformazioni congenite e simili - ed i novelli pervenivano nella quasi totalità a regolare svezzamento, vispi, sani e robusti.

La profilassi neonatale da me praticata, consiste in sostanza nel fornire una imbeccata quotidiana, mediante pappetta da imbecco medicata con il Fungilin, secondo le seguenti proporzioni: 1 cucchiaino raso da caffè di polvere da imbecco + 1/2 gocce di Fungilin + aggiunta di acqua tiepida, sino a fluidificare, amalgamare e rendere somministrabile il prodotta da imbecco, che in sostanza diviene veicolo del farmaco. Adotto questo semplicissimo sistema da tanti anni ed i risultati di allevamento sortiti, sono stati sempre assai favorevoli. Naturalmente il mio aviario non presenta problemi di coccidiosi o altre gravi patologie infettive e parassitarie. In presenza delle quali, la profilassi neonatale secondo il mio metodo, fallirebbe per l'influenza di altri agenti patogeni, assolutamente insensibili alla Amfotericina B. Per chi volesse condurre la mia stessa esperienza in allevamento, suggerirei prima di accertare l'effettivo stato di salute dei propri riproduttori, mediante esami coprologici delle feci e poi - semmai - applicare il metodo in parola sui pullus. Mi sono sempre ripromesso di approfondire la validità della mia profilassi neonatale, suddividendo le coppie dell' allevamento in due gruppi e fornendo l'integrazione medicata solo ai pullus della metà delle coppie, in modo da poter ottenere - a fine stagione cove - un raffronto circa la produttività dei due distinti nuclei di riproduttori. Tuttavia, non ho mai trovato il tempo - o forse la volontà - per svolgere questa semplicissima, empirica, verifica. Posso solo aggiungere che tutte le volte che ho sospeso, in piena stagione riproduttiva le imbeccate medicate, ho registrato un incremento della mortalità neonatale e così, forse anche per scaramanzia, continuo ogni anno ad adottare la stessa profilassi ed indubbiamente il mio allevamento è da anni,costantemente assai produttivo!

Pochissimi allevatori, ai quali ho confidato questa mia tecnica, l' hanno provata restandone entusiasti. Di più non saprei dirti. Non associo l'Amfotericina B nel pastoncino da allevamento - come forse sarebbe più pratico - per evitare di trattare i riproduttori, procurando loro un eventuale, sempre ipotizzabile, dismicrobismo della flora intestinale. Tutto qui! Chi volesse è libero di provare, ma non si illuda di poter risolvere con una boccetta di Amfotericina B da pochi euro, i tanti problemi di patologia che possono insorgere in un allevamento di canarini, soprattutto quando la sua conduzione lasci a desiderare . Saluti.

Francesco Chieppa


Subject: Consigli

Gent.mo Francesco,
ti ringrazio in ritardo per aver risposto al mio precedente quesito, poichè sono tornato solo ora da un pò di giorni di vacanza.
Ne approfitto per farti un'ulteriore osservazione: potrei accoppiare i novelli (che a muta non ancora completata hanno una colorazione leggera -dal giallo all'arancio) con dei gialli intensi e/o mosaico (o bianchi?),
invece che con dei "rossi" come da te suggerito?
Questo perchè sono "istintivamente" contrario ad allevare dei canarini che - per forza di cose - dovrò poi nutrire con dei coloranti per rafforzare il colore rosso. A tal proposito, mi permetto anche di chiedere un tuo parere
proprio sull'uso di cantaxantina e/o altri eventuali pastoncini coloranti.
Colgo l'occasione per augurarti un buon prosieguo di estate, anche se a questo punto penso proprio che avremmo bisogno di un pò di fresco... Cordiali saluti. (Lettera firmata)

R

Gentile Gennaro,

potresti accoppiare i soggetti di tonalità giallo arancio, con dei bianchi recessivi. In prima generazione avrai tutti soggetti gialli, più o meno tendenti all'arancio o giallo oro, a causa del pregresso inquinamento operato con il fattore rosso. Tuttavia, questi canarini saranno portatori di bianco recessivo. L'anno seguente, dall'accoppiamento dei portatori,
otterrai canarini bianco recessivo, esenti da ulteriori inquinamenti di lipocromo rosso nel piumaggio, poichè caratteristica saliente del bianco recessivo è proprio l'incapacità genetica di fissare i caroteni della dieta nella livrea che, per conseguenza, resta priva di pigmentazione ( canarini apigmentati ). I gialli che ugualmente produrrai, andrebbero eliminati dal nucleo selettivo, poichè i geni del fattore rosso si tramandano a lungo alla discendenza e, nei gialli conferirebbero al lipocromo indesiderate tonalità
giallo-oro.
Circa la cantaxantina: è un carotenoide di sintesi, utilizzato in miscela con altri analoghi ( Betacarotene, Carofil rosso, ecc.) per la colorazione dei canarini a fattore rosso. Dona una tonalità particolarmente "calda" al rosso, ma se utilizzato in eccesso, conferisce alla cromia del soggetto deprecabili riflessi violacei . Saluti ed auguri.

Francesco Chieppa


Subject: Delucidazioni

Cortese Redazione Uccelli Ibis
sono un allevatore di Jesolo (Ve),ho un quesito da porvi circa la manifestazione di una pigmentazione anomala che mi si è presentata durante le ultime cove.
Da una coppia di canarini Rosso intenso per brinato ,sono nati da una prima cova Cinque soggetti di cui Due bianchi recessivi e Tre rossi, di questi tre Due sono intensi e Uno brinato.
Faccio presente che la colorazione è operativa da prima della cova e attualmente continua a presentarsi lo stesso pigmento.
Nella seconda cova,infatti, sono nati Quattro soggetti di cui appunto Uno si presenta Bianco e i Tre come sopra,ovvero, Due rosso e Uno brinato,.
Vorrei se fosse possibile ricevere delle delucidazioni per dare una risposta alle mie domande premetto che i canarini in cova provengono da covate rosse non miste.
Scuserete magari il quesito sciocco ma non ho trovato migliori soluzioni che scrivervi ,neppure sui manuali o confrontandomi con altri allevatori ho trovato risposte soddisfacenti.
Vi ringrazio per la cortese attenzione in attesa di una vostra risposta Vi porgo i miei più
Distinti Saluti. (Lettera firmata)

R

Gentile Lettore,

la redazione di "Uccelli" mi trasmette questo suo quesito, al quale do di seguito risposta.
La spiegazione a quanto da lei ravvisato con i suoi canarini rossi, risiede in un pregresso "inquinamento" dei suoi riproduttori a fattore rosso, con soggetti della varietà bianco recessivo. Naturalmente, tale accoppiamento selettivamente incongruo, non sarà stato assortito da lei che, ora non riesce a spiegarsi l'accaduto, ma dall'allevatore dal quale avrà in passato acquistato uno o più soggetti rosso-arancio, poi inseriti nel suo ceppo. Il bianco recessivo infatti emerge nel fenotipo, solo allorchè il gene autosomico responsabile della varietà, è presente in coppia sui due cromosomi omologhi. Viceversa il carattere, in dose singola resta allo stato latente e non si manifesta nel fenotipo (cromia del piumaggio). Notoriamente, la mutazione bianco recessivo, inibisce la pigmentazione lipocromica di piume, penne e pelle e conferisce un caratteristico effetto albinoide ai soggetti lipocromici che ne sono in possesso. Più dettagliatamente: i suoi due riproduttori a fattore rosso sono entrambi portatori di bianco recessivo, dunque dotati del relativo carattere in dose singola e fenotipicamente inespresso. Dalla loro unione lei ha ottenuto circa il 25% di soggetti di varietà bianco recessivo, come statisticamente previsto allorchè si accoppiano due portatori di un carattere recessivo autosomico. Potrà trovare conferma di quanto le scrivo, l'anno prossimo. Se infatti unirà i produttori a fattore rosso che quest'anno le hanno fornito prole assortita, con altri partner provenienti da ceppo di rossi purissimo ed esente da analoghi inquinamenti varietali, lei non otterrà alcun pullus bianco recessivo, nonostante uno dei due parentali fosse certamente portatore del carattere bianco recessivo.

Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Igniscolor

Salve,
Cercavo informazioni circa degli uccellini esotici che ho acquistato al mercato perchè mi hanno attirato per i loro colori, ma non conosco minimamente nulla di loro. Di solito non mi comporto così, ma sono stata catalizzata!!!
Mi hanno detto che sono della razza dei IGNISCOLOR: il maschio è nero con un collare arancio vivo che si protrae fin quasi le ali che hanno piume miste nero-arancio compresa la coda, non molto lunga, il becco è nero molto appuntito e robusto, gli occhi rotondi neri, le zampe più lunghe dei diamantini con delle unghie secondo me lunghissime. La femmina è più piccola e minuta, ha piume a strisce marroni e gialle, il becco marrone e le zampe come il maschio. Il verso sembra un cip fischiato e mi sembra che lo faccia più la femmina che il maschio...poi non capisco bene. Quando mi avvicino si spaventano molto credo che ne abbiano passati di tutti i colori!! Io volevo sapere se questa razza poteva convivere con la mia coppia di diamantini che sono molto docili e affettuosi, per ora ho messo una sbarra nella gabbia costringendo entrambe le coppie a vivere un po' più stretti di come erano abituati, ma non mi fido di toglierla fin quando non so le abitudini degli Igniscolor. Poi volevo sapere come si riproducono, l'alimentazione, i bisogni vari ecc. Pensi di potermi aiutare?
Grazie comunque

R

Gentile Signora,

lei è certamente in possesso di un ploceide africano del genere Euplectes : l' Ignicolore o Vescovo rosso di cui esistono due sottospecie, il Vescovo rosso settentrionale (Euplectes franciscanus), specie endemica di un vasto areale africano a nord dell' Equatore: Senegal, Etiopia, Kenia ed Uganda ed il Vescovo rosso meridionale (Euplectes orix) che viceversa popola le savane di gran parte dell'Africa, a sud dell' Equatore ( dal Kenia sud-occidentale sino al Sud Africa, Angola e Nord Namibia). I maschi di questa specia sono poligami e fortemente territoriali. La differenza tra i sessi è ravvisabile solo all'epoca della riproduzione, allorchè i maschi assumono in abito nunziale, una appariscente livrea che li distingue nettamente dal colore dimesso del piumaggio delle femmine. Durante la fase di eclissi (riposo riproduttivo) il maschio perde il tipico dimorfismo sessuale e risulta quasi identico alla femmina .

La riproduzione in cattività è possibile, a patto di disporre di ampie voliere con vegetazione interna, simulante l'ambiente della savana umida africana. La specie è eminentemente frugi-granivora durante il riposo riproduttivo, per divenire spiccatamente insettivora all'epoca dell' allevamento delle nidiate. La deposizione consiste in 2/3 uova per covata - di colore blu turchese - incubate per 11-12 giorni dalla femmina. I pullus abbandonano il nido a circa 12 giorni d'età, per rendersi completamente autonomi una settimana più tardi. Per la riproduzione alle nostre latitudini, occorre privilegiare i soggetti provenienti dall'Africa Occidentale (Senegal) in quanto il loro periodo riproduttivo coincide con la nostra estate (giugno-ottobre). A parte le invio un lungo articolo sulla specie, reperito nel mio archivio di ornitologia.

Cordialmente.

Francesco Chieppa


Subject: Problemi alle zampe

Gentile Chieppa,
ho un canarino di razza York al quale si sono formati dei calli sotto una delle zampe, ed il piede del canarino e come se si fosse appiattito. E' vero che i canarini di taglia grande vanno soggetti a questo tipo di problema?
Esiste qualche pomata da applicare in merito alla situazione?
Grazie Saluti (Lettera firmata)

R

Gentilissimo Mario,

da quanto mi descrive, ritengo trattarsi di un ascesso plantare, detto anche Bumblefoot, o "mal del piede gonfio". E' una patologia che può colpire tutti gli uccelli e che riconosce come causa predisponente, l'assottigliamento
della cute della regione plantare del piede. Questa condizione - sovente da far risalire secondo diversi Autori, a carenza di vitamina A - è responsabile di procurare processi flogistici a carico delle strutture profonte della pianta del piede, suscettibili anche di complicanze di tipo batterico.

Oltre ad una causa carenziale, la patologia può essere determinata anche da scadenti condizioni igieniche dei posatoi, posatoi non idonei per diametro, obesità del soggetto, crescita eccessiva delle unghie che finiscono per procurare delle lesioni all'estremità plantare dell'arto (come può avvenire in certe forme di patologia epatica, o per scarso consumo delle appendici cornee).

A questo punto che fare? Se la lesione è recente ed ancora superficiale, può impiegare una pomata ad uso topico, a base di antinfiammatori ed antibiotici ad ampio spettro. Qualora viceversa la patologia dovesse essere in atto da diverso tempo e l'ascesso plantare, notevolmente evidente ed invalidante per la funzione prensile del piede, allora dovrà decisamente rivolgersi ad un medico veterinario, per un approccio chirurgico della lesione.

Cordialmente.

Francesco Chieppa